Posted by : Marianna Basileo settembre 18, 2013

Un enigma, una classe di giovani universitari e una folle corsa contro il tempo. Ne sarà valsa la pena?

Titolo: Obbedienza
Autore: Will Lavender
Pagine: 335
Editore: Piemme
Gli studenti del corso di logica dell'Università di Winchester nell'Indiana vengono coinvolti dal loro docente, L. Williams, in un "gioco" investigativo: avranno sei settimane per ritrovare un'ipotetica ragazza scomparsa, di nome Polly, e smascherare il rapitore attraverso l'analisi di indizi forniti dallo stesso professore. In caso contrario, Polly sarà uccisa.

Una premessa promettente, molto promettente. Intrigante.
Con il passare delle settimane eventi reali si intrecciano a quello che, inizialmente, era solo un corso universitario dal programma bizzarro, un esercizio di logica. Alcuni studenti si lasciano coinvolgere personalmente e il gioco comincia ad oscillare tra finzione e realtà.

Purtroppo, sebbene la maggior parte della storia sia coinvolgente, almeno dal punto di vista degli sviluppi inaspettati, l'epilogo è stato (per me) estremamente deludente. Quando si arriva alla fine di un libro e si gira l'ultima pagina convinti che ce ne sia una successiva ci possono essere solo due motivazioni: ci si è talmente affezionati alla storia che non se ne accetta la fine; la conclusione è così poco marcata rispetto al resto della vicenda che non ci si è accorti di essere arrivati al capolinea. Bene, "Obbedienza" rientra nel secondo caso. 

Un enigma così strutturato meritava una conclusione più convincente. Molte potenzialità restano inutilizzate, in alcuni punti la trama è confusionaria, qualche elemento viene abbandonato nel corso del racconto.

La caratterizzazione dei personaggi è mediocre. L'autore fatica a trovare spazio per rendere davvero vivi i protagonisti, per costruirli anche nella psicologia, probabilmente per riuscire a tenere dietro a tutti gli intrecci e agli sviluppi della trama. Non c'è abbastanza tempo per affezionarsi anche ad uno solo dei protagonisti. Direi che sono dei protagonisti accennati, sufficienti per lo sviluppo della vicenda ma nulla di più. 

Nonostante queste carenze, però, "Obbedienza" ha un pregio di non secondaria importanza: si legge assolutamente senza fatica e soprattutto la successione degli eventi riesce a coinvolgere il lettore che finisce per sentirsi il detective di tutta la vicenda, quello fuori dai giochi e per questo presumibilmente più obiettivo. Tensione, sospetti, collegamenti inattesi rendono la storia attraente.

Preparatevi a correre dietro alle pagine, dalla prima fino a poco prima della fine, il libro diventerà una calamita. E, se il cammino è sempre più importante della meta, "Obbedienza" merita di essere letto.

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  1. Devo dire che la trama è davvero interessante. Mi hai incuriosita ;)

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    1. Ciao Silvia, se hai tempo leggilo. Penso che sia proprio adatto a te ;)

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  2. Ultimamente mi sono capitati molti libri con finali deludenti, scritti un po' troppo frettolosamente; c'è un'epidemia? ;-)

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    1. Ahahah sì! Presumo ci sia davvero un'epidemia...si mangia di fretta, si parla di fretta e si scrivono libri di fretta -.- ^.^

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